Category

Approfondimenti

Campagna pubblicitaria e sponsorizzazione: cosa comprende davvero un preventivo

By Approfondimenti

APPROFONDIMENTI · CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Campagna pubblicitaria e sponsorizzazione: cosa comprende davvero un preventivo

“Quanto costa una campagna?” è una domanda legittima, ma prima occorre capire che cosa comprende la richiesta. Ideare un messaggio, produrre i materiali e acquistare visibilità sono attività collegate, con costi e responsabilità differenti.

A cura di Punto e Virgola Creative · Livorno

IL PROGETTO IN UNO SCHEMA

Un preventivo.
Quattro componenti.

Per confrontare le proposte, separate le attività e l’acquisto di visibilità.

Ideazione

Concept, slogan e direzione creativa.

Produzione

Grafica, foto, video e adattamenti.

Gestione

Impostazione, controllo e report delle inserzioni.

Spazi

Budget destinato a mezzi e piattaforme.

Le voci non rappresentano percentuali di budget: inclusioni e responsabilità vanno definite nel preventivo.

Progetto Punto e Virgola Creative

CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Che cosa intendiamo per campagna

Una campagna organizza un messaggio intorno a un obiettivo, a un pubblico e a un periodo. Può svilupparsi su affissioni, stampa, sito, social o altri mezzi. Il progetto creativo definisce il filo comune: che cosa dire, con quale tono e attraverso quali immagini.

Una sponsorizzazione, nel contesto dei social, riguarda la distribuzione a pagamento di un contenuto. Può far parte di una campagna, ma non ne sostituisce necessariamente l’ideazione. Avere un’immagine da promuovere non significa avere già definito pubblico, messaggio, percorso di risposta e criteri di valutazione.

CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Quattro voci da distinguere nel preventivo

  1. Ideazione e direzione creativa. Comprendono, secondo l’incarico, lettura del brief, concept, slogan, impostazione dei testi e del linguaggio visivo. Chiedete quante proposte e quali fasi di confronto sono previste.
  2. Produzione dei contenuti. Può includere grafica, fotografia, video, illustrazioni e adattamenti. Numero di soggetti, formati, lingue e materiali da realizzare incidono sul lavoro. Eventuali diritti d’uso vanno chiariti nella proposta.
  3. Impostazione e gestione della diffusione. Pianificazione, configurazione delle inserzioni, controllo e report possono costituire un incarico specifico. Occorre sapere chi lo svolge e per quale durata.
  4. Budget per gli spazi pubblicitari. È la somma destinata ai mezzi o alle piattaforme. Chiedete se è compresa nell’importo indicato oppure se viene pagata separatamente dal cliente.

CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Perché “dieci post” non descrive tutto il lavoro

Il numero dei contenuti è un dato utile, ma lascia aperte molte domande. Si tratta di variazioni dello stesso visual o di dieci soggetti originali? Le foto esistono già? Sono inclusi i testi? Il materiale verrà utilizzato soltanto online oppure anche in stampa?

Un preventivo leggibile mette queste informazioni in relazione con l’obiettivo. Anche le revisioni vanno definite: modificare un dettaglio dopo un confronto non equivale a cambiare direzione creativa dopo aver approvato il concept. Chiarire i passaggi aiuta entrambe le parti a gestire tempi e aspettative.

CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Il ruolo di un’idea coerente

Nel lavoro per AAMPS, campagne come “C’eravamo tanto amati” e “Attimi di raccoglimento” mostrano il ruolo di concept e linguaggio nella comunicazione di un servizio pubblico. Il lavoro sull’identità e sui messaggi comprende decisioni che precedono la scelta del singolo formato da diffondere.

Per Scapigliato, la comunicazione accompagna un percorso industriale più ampio. È un esempio del rapporto tra identità, racconto aziendale e applicazioni. Questi progetti non sono un listino da applicare a ogni richiesta: aiutano a capire quali parti del lavoro devono essere descritte.

CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Le domande da fare prima di approvare

  • Qual è l’obiettivo concreto e a chi vogliamo rivolgerci?
  • Quali materiali riceveremo, in quali formati e lingue?
  • Chi fornisce e approva testi, fotografie e informazioni?
  • Chi gestisce le inserzioni e quali account verranno utilizzati?
  • Quali importi riguardano il lavoro e quali l’acquisto di visibilità?
  • Che cosa verrà misurato e quando faremo il punto?
Scapigliato — campagna 1

CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Misurare il passaggio che conta

Visualizzazioni, visite e richieste di contatto descrivono passaggi diversi. Per un’azienda che vuole nuovi preventivi, fermarsi alle visualizzazioni non basta: bisogna concordare come osservare anche le richieste ricevute e la loro pertinenza. Per una campagna informativa possono essere rilevanti altri comportamenti.

Gli indicatori vanno scelti prima della partenza, insieme agli strumenti disponibili. Il preventivo dovrebbe chiarire il lavoro previsto per misurarli. Una campagna può essere progettata con obiettivi precisi; il numero di clienti acquisiti dipende anche dall’offerta e dalla gestione commerciale successiva.

DALLE DOMANDE AL PROGETTO

Che cosa dovrebbe ottenere la vostra prossima campagna?

Raccontaci obiettivo, pubblico, periodo e materiali disponibili. Possiamo definire insieme il perimetro creativo e gli strumenti necessari.

Rinnovare il packaging senza perdere riconoscibilità: cosa valutare prima di partire

By Approfondimenti

APPROFONDIMENTI · PACKAGING ED ETICHETTE

Rinnovare il packaging senza perdere riconoscibilità: cosa valutare prima di partire

Quando una confezione non rappresenta più il prodotto, cambiarla può essere necessario. Ma chi la compra deve continuare a riconoscerla. Il progetto parte da questa relazione: rendere più chiara l’offerta conservando ciò che aiuta le persone a ritrovarla.

A cura di Punto e Virgola Creative · Livorno

IL PROGETTO IN UNO SCHEMA

Una famiglia.
Differenze leggibili.

Prima di disegnare la singola confezione, definite ciò che resta e ciò che varia.

Riconoscibilità

Marchio, linguaggio e gerarchie comuni alla linea.

Distinzione

Nome, colore o immagine per distinguere ogni referenza.

Applicazione

Formati, materiali e prove concordate con chi produce.

Gli elementi fissi e variabili si scelgono sul prodotto reale e sul suo contesto di vendita.

Londi — il concept 1

PACKAGING ED ETICHETTE

Partire dal problema, prima che dallo stile

“Vorremmo qualcosa di più moderno” è un punto di partenza, ma serve trasformarlo in una domanda concreta. Il nome del prodotto si legge male? Le varianti si confondono? Il marchio sparisce tra le informazioni? Oppure la confezione comunica un posizionamento diverso da quello desiderato?

Queste situazioni richiedono scelte differenti. Aumentare il contrasto può migliorare una gerarchia, mentre una gamma poco chiara può richiedere un sistema di colori, nomi e immagini. Prima di scegliere una direzione visiva, fotografate l’intera linea e osservatela sia da vicino sia alla distanza a cui viene normalmente vista.

PACKAGING ED ETICHETTE

Individuare gli elementi da conservare

Nome, colore, forma, simbolo e disposizione delle informazioni possono contribuire alla riconoscibilità. Non tutti hanno necessariamente lo stesso peso. Vale la pena raccogliere osservazioni da chi vende il prodotto e, quando possibile, da chi lo acquista: che cosa cerca per identificarlo? Come distingue una referenza dall’altra?

Un elemento molto presente nella confezione non è automaticamente quello più riconosciuto. Per questo conviene motivare ogni conservazione o cambiamento, evitando che la scelta dipenda soltanto dal gusto di chi approva il progetto. La proposta va osservata insieme alle altre referenze e al contesto di vendita.

PACKAGING ED ETICHETTE

Progettare la linea, non soltanto il singolo pezzo

Una confezione può funzionare bene da sola e diventare ambigua quando le varianti aumentano. Prima di sviluppare la grafica, preparate una mappa della gamma: prodotti, gusti, formati, pesi e possibili estensioni. Serve a distinguere gli elementi costanti da quelli che cambiano.

Nel lavoro per Londi, la progettazione coinvolge confezioni e referenze diverse, tra cui I Rusticcini, Triangolini e Danesini. Colori, contrasti e gerarchie partecipano alla costruzione di un linguaggio coerente. La questione progettuale è mantenere una famiglia riconoscibile lasciando spazio alle differenze tra i prodotti.

Per Cardomonte, invece, le etichette appartengono alla costruzione di un nuovo marchio vitivinicolo. Naming, identità e racconto del territorio sono stati sviluppati insieme. È un altro punto di partenza: qui il sistema nasce con il brand, anziché aggiornare un’immagine già consolidata.

PACKAGING ED ETICHETTE

Mettere sul tavolo i vincoli reali

La grafica deve confrontarsi con dimensioni, materiali e modalità di produzione. Prima di finalizzare le proposte servono tracciati e specifiche condivisi con il produttore della confezione o lo stampatore. Una scelta efficace a schermo può cambiare quando viene applicata a un supporto, piegata o riprodotta in piccolo.

  • Formato e tracciato: quali misure sono confermate e quali ancora da definire?
  • Contenuti: quali testi, immagini e informazioni di prodotto sono disponibili e approvati?
  • Produzione: quali materiali, finiture e limiti tecnici vanno considerati?
  • Gamma: quante referenze devono essere progettate subito e quali potranno arrivare dopo?
  • Transizione: ci sono scorte di confezioni esistenti o scadenze commerciali da coordinare?
Cantine Cardomonte — applicazione 1

PACKAGING ED ETICHETTE

Valutare una proposta prima della stampa

Confrontate le alternative nelle stesse condizioni: stessa dimensione, stesso prodotto, stessi contenuti. Verificate la lettura del marchio e del nome, la distinzione tra varianti e la tenuta dell’insieme. Le simulazioni aiutano a scegliere; per le decisioni produttive occorre concordare con il fornitore le prove necessarie.

La chiusura del progetto comprende anche il controllo dei contenuti approvati e delle versioni finali. Definire chi verifica i testi, chi approva e chi riceve i file evita passaggi confusi. Rinnovare il packaging significa dare una direzione alla linea e renderla applicabile nel lavoro quotidiano.

DALLE DOMANDE AL PROGETTO

Quale parte della vostra confezione deve cambiare?

Raccontaci il prodotto, le referenze e il canale di vendita. Porta anche il packaging attuale: capire che cosa conservare fa parte del progetto.

Cambiare logo o fare rebranding? Come capire cosa serve alla propria azienda

By Approfondimenti

APPROFONDIMENTI · IDENTITÀ DI MARCA

Cambiare logo o fare rebranding? Come capire cosa serve alla propria azienda

Il logo sembra vecchio, il sito racconta un’azienda che non siete più, i materiali commerciali hanno stili diversi. Sono tre problemi distinti: prima di chiedere un nuovo marchio, conviene capire quale state cercando di risolvere.

A cura di Punto e Virgola Creative · Livorno

IL PROGETTO IN UNO SCHEMA

Tre livelli.
Tre domande diverse.

Il perimetro dell’intervento dipende da ciò che deve cambiare.

Il segno

Restyling del logo: leggibilità, proporzioni e applicazioni.

Il sistema

Identità visiva: colori, caratteri, immagini e regole condivise.

La direzione

Rebranding: identità, messaggi e percezione dell’impresa.

Schema orientativo: un rebranding può conservare elementi esistenti; non implica cambiare tutto.

Corali — immagine di progetto 3

IDENTITÀ DI MARCA

Tre interventi, con un perimetro diverso

Un restyling del logo aggiorna un segno esistente: può migliorarne leggibilità, proporzioni o utilizzo nei diversi formati. Ha senso quando il nome, il posizionamento e gli elementi che rendono riconoscibile l’azienda sono ancora validi. Il lavoro resta circoscritto, ma va verificato sulle applicazioni reali: dall’insegna alla firma email.

Un aggiornamento dell’identità visiva riguarda un sistema più ampio: colori, caratteri, immagini, impaginazione e regole d’uso. Può conservare il logo, cambiando il modo in cui il marchio si presenta. È una possibilità da valutare quando ogni fornitore produce materiali diversi e manca una direzione comune.

Il rebranding parte invece da un cambiamento di identità o di percezione desiderata: nuovi servizi, nuovi interlocutori, una trasformazione dell’impresa. Può coinvolgere nome, marchio, messaggi e struttura dell’offerta. Non comporta necessariamente cambiare tutto: implica decidere che cosa mantenere e che cosa deve evolvere.

IDENTITÀ DI MARCA

Cinque domande prima del brief

  1. Che cosa è cambiato nell’azienda? Descrivete fatti concreti: un servizio nuovo, un mercato diverso, una fusione o un pubblico che prima non raggiungevate.
  2. Che cosa capiscono oggi i clienti? Raccogliete domande ricorrenti e fraintendimenti. Se vi conoscono soltanto per una parte del lavoro, il problema potrebbe essere il racconto dell’offerta.
  3. Che cosa riconoscono già? Un colore, un simbolo o il nome possono avere un valore da preservare. Il gusto personale non è l’unico criterio.
  4. Dove l’identità non funziona? Portate esempi: un’etichetta poco leggibile, una presentazione incoerente, un sito difficile da aggiornare.
  5. Quali strumenti dovranno cambiare? Fate l’elenco di sito, confezioni, mezzi, insegne, documenti e materiali commerciali prima di definire tempi e investimento.

IDENTITÀ DI MARCA

Due situazioni dai nostri progetti

Nel lavoro per Corali, il passaggio da associazione impegnata nel reinserimento lavorativo femminile ad agenzia formativa richiedeva un’identità capace di accompagnare la crescita. Il progetto ha coinvolto rebranding e sito: il simbolo della farfalla, costruito attraverso due profili, mette in relazione trasformazione e dialogo. Il segno fa parte di un racconto più ampio dell’organizzazione.

Con Cardomonte il punto di partenza era diverso: costruire un’identità per un marchio vitivinicolo, dal naming alle etichette e al sito. Territorio e relazione tra sole e luna hanno guidato il progetto. La differenza tra i due incarichi mostra perché la richiesta “ci serve un logo” non basta a definire il lavoro.

IDENTITÀ DI MARCA

Come impostare un intervento sostenibile

Un’identità nuova deve poter essere utilizzata dalle persone che lavorano in azienda. Per questo è utile concordare prima le applicazioni prioritarie, i materiali riutilizzabili e gli strumenti che servono a chi prepara presentazioni, pubblica contenuti o segue i fornitori.

Non tutto deve uscire nello stesso giorno. Si può pianificare una transizione, purché sia chiaro quali elementi appartengono al nuovo sistema e come convivranno temporaneamente con quelli precedenti. Un manuale essenziale e modelli utilizzabili possono essere più utili di molte applicazioni che nessuno aggiornerà.

Cantine Cardomonte — immagine di progetto 5

IDENTITÀ DI MARCA

Che cosa portare al primo incontro

Preparate una breve descrizione dell’azienda oggi, tre obiettivi del cambiamento, alcuni materiali attuali e l’elenco delle applicazioni da rivedere. Aggiungete eventuali scadenze e vincoli. Sono informazioni che aiutano a definire un incarico e a confrontare proposte con un perimetro simile.

DALLE DOMANDE AL PROGETTO

State cambiando immagine o sta cambiando la vostra azienda?

Scopri il nostro lavoro di identità di marca e rebranding oppure raccontaci che cosa vorresti rendere più chiaro.